La dieta mediterranea, considerata da anni il miglior regime alimentare al mondo, se seguita facendo attenzione a portare in tavola cibi biologici rappresenta una scelta particolarmente favorevole all’equilibrio del microbiota intestinale.
Indice dei contenuti
Sui vantaggi di questo aspetto si possono dire tante cose, chiamando in causa innanzitutto l’impatto sull’umore. Un microbiota intestinale in salute è sinonimo di massima efficienza dell’asse intestino-cervello e di equilibrio riguardante la produzione di ormoni come la serotonina.
L’equilibrio del microbiota intestinale è prezioso anche per l’efficienza del sistema immunitario e per la corretta sintesi delle vitamine.
Ad arrivare alla conclusione che abbiamo ricordato all’inizio di questo articolo ci ha pensato uno studio italiano, un lavoro scientifico che ha visto in prima linea una equipe di esperti attiva presso l’Università di Tor Vergata a Roma.
I risultati sono stati resi pubblici nel dicembre 2024 sulle pagine della rivista scientifica Microorganisms.
Cosa dice lo studio?
Lo studio in questione è una buona notizia importante per chi già segue la dieta mediterranea, considerata una scelta preventiva efficace contro diversi problemi di salute.
Ci ricorda infatti che, a parità di apporto calorico e di nutrienti messi nel piatto, la qualità del cibo fa una grande differenza.
Gli esperti hanno scoperto che, sia nel caso della versione tradizionale della dieta mediterranea, sia quando, invece, si sceglie quella biologica, è possibile apprezzare un incremento dei livelli di acidi grassi a catena corta.
Per rendersi conto del loro impatto sul benessere intestinale basta citare il caso del butirrato, che contribuisce a ridurre gli stati infiammatori a carico del colon.
A cambiare le carte in tavola è però la scelta di puntare sui cibi biologici, grazie ai quali si ha a che fare con un aumento importante di batteri utili ai fini dell’eubiosi intestinale (con questo termine tecnico si inquadra l’equilibrio del microbiota intestinale, la situazione contraria alla disbiosi).
I soggetti coinvolti
Lo studio ha visto il coinvolgimento di 39 soggetti, di ambo i sessi e con una media d’età pari a 38,5 anni.
Il campione è stato diviso in tre gruppi, con quello sperimentale che ha consumato, nell’ambito della dieta mediterranea, cibi biologici certificati per quattro settimane.
Tra i batteri buoni di cui è stato riscontrato l’aumento è possibile citare il Faecalibacterium prausnitzii, noto per la capacità di contribuire alla sintesi degli acidi grassi a catena corta, e i Parabacteroides distasonis, fondamentali per l’efficienza della digestione.
Come seguire una dieta mediterranea biologica senza sacrificare il gusto
Seguire la dieta mediterranea includendo alimenti biologici senza rinunciare al gusto è tutto tranne che complicato.
Il sapore ricco di un pomodoro bio sul pane grigliato con un filo d’olio extra vergine d’oliva – su guide gastronomiche storiche si possono trovare sempre classifiche dei migliori frantoi d’Italia – già da solo può rendere piacevole una merenda di metà mattina o di metà pomeriggio.
Anche in occasione di un pasto come la colazione, spesso sbilanciato dal punto di vista nutrizionale, si possono coniugare i benefici della dieta mediterranea e degli alimenti biologici.
Basta ricordarsi sempre di concentrarsi su fonti di carboidrati integrali. Ottime a tal proposito sono le formelle di cereali integrali, che possono essere insaporite facendo attenzione a non esagerare con gli zuccheri aggiunti.
Essenziale è essere consapevoli di quello che si acquista e sapere, giusto per citare un esempio, che le composte ne contengono una quantità inferiore rispetto alle confetture (quando si fa shopping, online o nei negozi fisici, si tende spesso, sbagliando, a confondere questi prodotti).
Altro consiglio importante: è sempre bene puntare su prodotti che, come le composte Alpenpur, molto popolari grazie all’iniziativa di un’azienda che ha dato risalto ad alcuni dei migliori produttori del Trentino, sono caratterizzati dalla presenza di ingredienti a km 0.

