Lo Shilajit è un integratore naturale che ha guadagnato popolarità globale, in particolare grazie al crescente interesse per l’antica medicina ayurvedica. Conosciuto come l’”oro nero” o il “conquistatore delle montagne”, questo composto millenario è apprezzato per le sue proprietà adattogene e rivitalizzanti. Ma cos’è esattamente, a cosa serve e quali sono le evidenze scientifiche sui suoi benefici e rischi?
Indice dei contenuti
Cos’è lo Shilajit?
Lo Shilajit è una sostanza viscosa, simile a una resina scura, che si forma nel corso di secoli dalla decomposizione di materia vegetale e minerale intrappolata nelle fessure delle rocce montuose, in particolare nelle catene dell’Himalaya, Altai e Karakoram.
Geologicamente, è un fitocomplesso umico, estremamente ricco di minerali (oltre 80 elementi in tracce) e composti organici. Il suo componente bioattivo più importante è l’Acido Fulvico, una potente molecola con notevoli proprietà antiossidanti, che ne determina gran parte dei benefici terapeutici.
I benefici confermati dello Shilajit (Rasayana)
Nella tradizione ayurvedica, lo Shilajit è un rasayana, ovvero un tonico e ringiovanente. La ricerca moderna, sebbene ancora in fase preliminare e basata su studi spesso di piccole dimensioni, suggerisce diversi potenziali benefici dello Shilajit per la salute:
-
Potenziamento del testosterone e fertilità maschile
Lo Shilajit è celebre tra gli uomini per il suo potenziale di aumentare i livelli di testosterone libero e totale. Uno studio clinico condotto su uomini sani ha rilevato un aumento significativo dei livelli ormonali dopo un’assunzione regolare. Questo effetto suggerisce un ruolo nel miglioramento della fertilità maschile, supportando l’aumento della conta e della motilità degli spermatozoi.
-
Azione antiossidante e longevità
Grazie all’alta concentrazione di Acido Fulvico, lo Shilajit agisce come un potente antiossidante. Aiuta a proteggere le cellule dai danni causati dai radicali liberi e dallo stress ossidativo, un fattore chiave nell’invecchiamento precoce e nello sviluppo di molte malattie croniche. Questa intensa azione antiossidante contribuisce al suo storico utilizzo come tonico per la longevità.
-
Energia, funzione mitocondriale e riduzione della fatica
Tradizionalmente usato per aumentare la resistenza e l’energia, lo Shilajit è oggetto di studi sulla sindrome da fatica cronica. Si ritiene che possa migliorare la funzione mitocondriale – la “centrale energetica” delle cellule – potenziando la produzione di energia a livello cellulare e contribuendo alla riduzione della fatica fisica e mentale.
-
Supporto cognitivo e neuroprotezione
Studi preliminari suggeriscono che l’Acido Fulvico possa avere un effetto neuroprotettivo, aiutando a prevenire l’accumulo di determinate proteine legate al declino cognitivo e supportando la salute generale del cervello.
-
Salute ossea e muscolo-scheletrica
Alcune ricerche indicano che lo Shilajit può favorire la salute delle ossa, stimolando il metabolismo osseo e la produzione di collagene, un elemento essenziale per la struttura ossea e articolare.
Fa male al fegato? Le evidenze e la sicurezza
Contrariamente all’idea che alcuni integratori naturali possano essere dannosi, la maggior parte delle evidenze scientifiche attuali suggerisce che lo Shilajit di alta qualità e purificato abbia un effetto epatoprotettivo (protettivo per il fegato).
- Protezione epatica: diversi studi hanno dimostrato che lo Shilajit aiuta a ridurre il danno epatico e a migliorare i marcatori della funzionalità epatica.
- Contrasto alla steatosi: alcune ricerche indicano che può mitigare gli effetti della steatosi epatica non alcolica (fegato grasso) grazie alla sua azione antiossidante.
ATTENZIONE: Questo effetto benefico vale solo per lo Shilajit purificato e testato. Lo Shilajit non processato o grezzo può contenere metalli pesanti (come piombo, mercurio e arsenico) o altri contaminanti pericolosi per il fegato e l’organismo.
Effetti collaterali e precauzioni
Lo Shilajit purificato è generalmente considerato sicuro se assunto ai dosaggi raccomandati. Tuttavia, esistono alcune precauzioni:
- Reazioni allergiche: anche se rari, possono manifestarsi sintomi come eruzioni cutanee o aumento della frequenza cardiaca.
- Problemi gastrointestinali: alcune persone possono riferire nausea o diarrea.
Controindicazioni: È sconsigliato a chi soffre di emocromatosi, talassemia, anemia falciforme o a chi sta assumendo farmaci per il diabete o per la pressione sanguigna, se non sotto stretto controllo medico.
Guida alla scelta del miglior Shilajit
La purezza e la potenza sono i fattori più cruciali per la sicurezza e l’efficacia di questo composto.
Forma e Purezza (Acido Fulvico):
- Resina: forma tradizionale che, se di alta qualità, ha il più alto contenuto di composti bioattivi. Deve essere meticolosamente purificata.
- Capsule/polvere: scegli prodotti che specifichino la concentrazione di Acido Fulvico, il principio attivo principale, che dovrebbe essere almeno il 50%.
Certificazioni e sicurezza
- Test di terze parti: i marchi affidabili sottopongono i loro prodotti a test indipendenti per verificare l’assenza di metalli pesanti (piombo, mercurio, arsenico) e contaminanti microbiologici.
- Certificazione di origine: i migliori provengono da regioni di alta montagna (Himalaya, Altai).
- Evitare lo Shilajit grezzo: non consumare mai Shilajit non processato o grezzo. Questo materiale è quasi certamente contaminato da tossine che possono essere pericolose.

